GIUSEPPE DE NITTIS | biografia

1846 Giuseppe De Nittis nasce a Barletta in via della Cordoneria 23 (oggi corso Vittorio Emanuele) il 25 febbraio da Raffaele e Teresa Barracchia. È l’ultimo di quattro figli (prima di lui Vincenzo, Carlo e Francesco). Poco dopo la nascita il padre, ricco proprietario terriero, è arrestato per le sue idee liberali.

1848 Il 18 dicembre muore il fratello Francesco, a cinque anni. Il padre viene scarcerato ma comincia a dar segni di squilibrio mentale.

1849 Il 13 maggio muore la madre.

1856 Il 9 aprile muore il padre, suicida, trovato riverso sul ciglio della strada del cimitero. I ragazzi vengono cresciuti dai nonni materni: il nonno Vincenzo Barracchia è l’architetto delle Saline di Barletta. Peppino frequenta la scuola secondaria privata diretta dal prof. Nicola Straniero (palazzo Affaitati). Tra i suoi compagni di classe Carlo Cafiero, il futuro anarchico. Riceve le prime lezioni di disegno da Giovan Battista Calò che ne resta impressionato.

1858 Il 19 aprile muore il nonno Vincenzo e la tutela dei ragazzi è affidata al fratello maggiore, che porta lo stesso nome.

1860 I fratelli De Nittis si trasferiscono a Napoli dove il quattordicenne Peppino comincia a dipingere dal vero. Suo primo maestro di disegno pare sia stato Vincenzo Dattoli.

1861 Conosce e frequenta i giovani pittori Marco De Gregorio e Federico Rossano. A fine dicembre è ammesso all’Istituto di Belle Arti di Napoli dove insegnano Giuseppe Mancinelli e Gabriele Smargiassi.

1863 Il 2 giugno viene espulso per motivi disciplinari dall’Accademia (spesso infatti salta le lezioni per recarsi in campagna a dipingere dal vero).

1864 A Napoli vive in vico Sant’Aniello 8. Contribuisce alla nascita della Scuola di Resina, detta anche ironicamente Repubblica di Portici, insieme a Marco De Gregorio e a Federico Rossano. Conosce Adriano Cecioni e ne diventa grande amico. Dipinge il suo primo quadro datato: L’Appuntamento nel bosco di Portici. Espone alla Promotrice napoletana con il quadro Una pianura nei dintorni di Barletta, che sarà poi acquistato dal Comune di Napoli.

1865 Con tavolozza e pennello nelle campagne napoletane esegue numerosi studi sulla natura. Tra l’altro dipinge Un casale nei dintorni di Napoli. In questo periodo esegue anche Nel bosco di Portici, una delle sue tele giovanili più luminose.

1866 Alla Promotrice napoletana espone Un casale nei dintorni di Napoli, molto apprezzato, che verrà acquistato dalla Casa reale (oggi al Museo di Capodimonte). Dipinge anche Nubi d’autunno e L’Ofantino. Invia a Firenze la tela Una passeggiata nei pressi di Barletta. Passa un lungo periodo a Barletta, ospite dei parenti della madre, dove dipinge soprattutto ispirato dalla campagna ofantina.

1867 Ritorna a Napoli dove espone alla Promotrice napoletana. Termina la tutela del fratello Vincenzo. Si reca quindi a Firenze dove riscuote successo con le sue opere. Quindi va Torino e di qui si avventura a Parigi, dove si tratterrà nei mesi di agosto e settembre. A Parigi il pittore Brandon lo presenta a Gérome, a Meissonier e al mercante Goupil che ne intuisce il talento e compra alcuni suoi quadri. A ottobre ritorna a Firenze ospite di Adriano Cecioni. Quindi torna a Napoli dove espone Traversata dell’Appennino e La valle dell’Ofanto. A dicembre torna a Barletta.

1868 Si trattiene a Barletta fino a fine maggio. Quindi il 1º giugno riparte per Parigi, dove arriva il 4. Qui firma un contratto con il mercante Goupil. Qualche giorno dopo prende in fitto una casa a Bougival, in rue de Versailles. Assume le prime modelle. In ottobre conosce Lèontine Lucile Gruvelle, presso i signori Morin, noleggiatori di abiti per il Teatro di Porta Saint Martin. Comincia a dipingere anche per il mercante Reitlinger.

1869 Il 29 aprile, all’età di 23 anni, sposa Lèontine che ne ha due più di lui. Il giorno dopo s’inaugura il Salon al quale De Nittis partecipa per la prima volta esponendo il quadro Bosco in Puglia. Incontra il critico d’arte Diego Martelli, che aveva conosciuto a Firenze. In estate i coniugi De Nittis si trasferiscono nella villetta di Jonchère, sulla riva della Senna, non lontano da Bougival.

1870 In marzo arriva a Parigi Adriano Cecioni con la famiglia, ospite nei primi mesi della famiglia De Nittis. In estate conosce e diventa amico di Edouard Manet che gli regala una delle sue prime opere del genere impressionista. Quindi si trasferisce ancora nella villetta sulla Senna dove riceve Cecioni, Manet, Carlo Cafiero, Diego Martelli ed altri amici. Su suggerimento di James Tissot acquista una villa su rue de l’Imperatrice.

1871 Dipinge La strada da Napoli a Brindisi. Da Barletta si sposta a Napoli dove riprende i contatti con Rossano e De Gregorio, gli amici di un tempo. Il 29 marzo nasce una bambina che però muore un mese dopo. In settembre i De Nittis tornano a Parigi.

1872 Da Parigi si reca a Napoli, quindi a Firenze e infine ad Ercolano. Di qui ritorna a Parigi dove al Salon riscuote grande successo esponendo La strada da Napoli a Brindisi. In primavera torna a Napoli, ospite in casa del fratello, a palazzo Magnacavallo, dove dipinge la serie delle tele sulle Eruzioni del Vesuvio. Il 19 luglio nasce il figlio Jacques. In ottobre si reca a Milano dove partecipa all’Esposizione Nazionale. Il 1º novembre scrive a Telemaco Signorini informandosi su Federico Zandomeneghi.

1873 A gennaio i De Nittis sono a Napoli, a febbraio a Parigi, a maggio si recano a Londra con Telemaco Signorini. Sul finire dell’estate tornano a Barletta dove vengono festeggiati (ne parla diffusamente sul Taccuino). A novembre tornano a Parigi e qui l’artista conosce Edgar Degas. La sua produzione artistica è frenetica, ma anche la sua vita in società è febbrile e molto costosa.

1874 Il 15 aprile prende parte alla Prima Mostra degli Impressionisti organizzata nei locali affittati nello studio del fotografo Nadar. Tra gli altri espongono Monet, Renoir, Sisley, Pissarro e Degas. Lui però non è presente all’inaugurazione perché è a Londra dove realizza una serie di vedute londinesi.  Torna a Parigi dove dipinge numerose vedute della città a modo suo, cioè sempre più svincolato dai canoni classici e più vicino agli Impressionisti, per cui per un certo tempo rompe con Goupil. Le sue quotazioni sono molto alte.

1875 In marzo si trasferisce a Londra dove tra gli altri incontra il Tissot. Il 2 maggio viene nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia. Il 18 maggio è raggiunto dalla moglie e dal figlio. In autunno si trasferisce a Napoli.

1876 In marzo espone a Parigi, al Cercle des Mirlitons, un buon numero di opere fra cui Place des Pyramides, riscuotendo un grande successo. In primavera i De Nittis si trasferiscono a Londra dove Peppino conosce il ricco banchiere Kaye Knowles che gli commissiona dieci quadri. In settembre i De Nittis rientrano a Parigi dove la loro casa diventa famosa per l’ospitalità, sia per gli artisti italiani di passaggio che per gli scrittori e i pittori francesi tra cui spiccano Degas, Manet, Desboutin, Edmond De Goncourt, Daudet, Claretie, Dumas figlio.

1877 In aprile ancora una volta a Londra dove frequenta lo scultore fiorentino Emilio Gallori. Comincia ad interessarsi all’uso del pastello e subisce il fascino dell’arte giapponese. Il 30 maggio è a Edimburgo dove passa una settimana con la famiglia del banchiere Knowles. Quindi ritorna a Parigi dove conosce di persona e incoraggia Zandomeneghi che da Londra si è trasferito a Parigi.

1878 Degas scrive una lettera a Lèontine nella quale elogia gli acquerelli del marito esposti al Salon. In primavera De Nittis torna in Inghilterra dove dipinge alcune delle sue vedute londinesi più belle. A maggio lo raggiunge il fratello Carlo per l’Esposizione. Il 16 agosto il ministro della Cultura lo nomina Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia. Ritorna a Parigi dove presenta dodici opere all’Esposizione Universale. Il suo nome è ormai annoverato fra i più affermati artisti parigini. Il 21 ottobre gli viene conferita una medaglia d’oro e il 18 novembre è insignito del titolo di Cavaliere della Legion d’Onore, la più alta onorificenza dello Stato francese.

1879 All’inizio dell'anno è a Napoli dove realizza numerose tele. Viene ricevuto a Roma da re Umberto I che apprezza il bozzetto per il monumento equestre a suo padre Vittorio Emanuele. Quindi torna a Napoli e di qui si sposta a Barletta dove la città lo accoglie trionfalmente e gli dedica una solenne cerimonia al Teatro Comunale, e qui gli conferisce un diploma e una medaglia d’oro.

1880 La famiglia De Nittis si trasferisce nella nuova casa al numero 3 di rue Viète, nell’elegante quartiere Monceau. De Nittis partecipa all’Esposizione Nazionale di Torino, quindi si trasferisce a Firenze per qualche settimana. Si rafforza l’amicizia con Edmond De Goncourt. Da settembre è a Parigi.

1881 Si ammala seriamente di bronchite che degenera in polmonite. Ancora convalescente, espone al Cercle des Mirlitons. Si reca a Londra. Nell’estate fa un viaggio in Svizzera con la famiglia di Alphons Daudet. Da ottobre a Parigi dove i De Nittis intensificano le famose cene del sabato sera con amici artisti.

1882 Il 17 novembre il fratello Vincenzo si uccide a Napoli, gettandosi dalla finestra.

1883 In aprile la morte di Manet gli procura un grande dolore. Trascorre l’intera estate a Saint-Germain-en-Laye. Il Museo del Lussemburgo compra Le Rovine delle Tuileries prima opera di un artista italiano moderno che entra in una collezione pubblica francese. Anno di una straordinaria vena artistica, anche se le sue condizioni di salute non sono molte buone. Tra l’altro dipinge Il salotto della principessa Matilde. Per guarirsi dai postumi della bronchite e per curare il figlio Jacques malato ai polmoni, De Nittis parte per Napoli, ospite del fratello Carlo.

1884 A Napoli è contrariato che circolino molte copie del suo quadro Place des Pyramides. Di ritorno a Parigi espone tre opere al Salon: Colazione in giardino, La guardiana delle oche e Foglie d’autunno. Il 25 aprile è nominato Accademico di merito dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. Il 1º giugno i De Nittis si trasferiscono a Saint-Germain-en-Laye, ma in luglio il pittore comincia a sentirsi male. Il 19 agosto l’ultima visita di Edmond De Goncourt che lo trova intento a dipingere la sua ultima tela, L’amaca, ancora un ritratto della moglie. Il 21 agosto muore per emorragia cerebrale. Il pittore viene imbalsamato e inumato a Parigi nel cimitero del Père-Lachaise.

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