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Federico II di Svevia
Descrizione

Libro che illustra il rapporto di Federico II di Svevia con la Puglia,

attraverso alcuni aspetti specifici della sua vicenda legati alla sua permanenza in Puglia: i castelli, le leggi, la caccia, le leggende e le testimonianze più significative che hanno lasciato un segno indelebile del suo passaggio.

Federico II e la Puglia

Benché sulla figura dell'imperatore siano stati versati fiumi d'inchiostro, è quantomeno singolare che non esista neppure un testo che leghi la sua vita alla nostra regione. Singolare perché delle molteplici sfaccettature nelle quali è stata vista la poliedrica figura imperiale, è sfuggita, anche in occasione delle celebrazioni centenarie, l'opportunità di soffermarsi su uno degli aspetti più salienti della sua vita, e cioè la sua consolidata relazione con la Puglia. Nell'affrontare il rapporto che legava Federico alla Puglia, l'autore, Renato Russo, ha seguito due itinerari di ricerca: il primo organico e complessivo, uno sguardo sintetico e panoramico sull'intera vicenda federiciana relazionata con la sua presenza sul nostro territorio, da quando lo attraversò per la prima volta, nella primavera del 1221, fino al giorno della sua morte, nel dicembre del 1250. Il secondo più analitico, ancorché conciso per ragioni di sintesi espositiva, riconducibile ad alcuni aspetti specifici della sua vicenda legati alla sua permanenza in Puglia (i castelli, le leggi, gli amori, le leggende e quant'altro), presenze tanto frequenti che non è stato possibile registrarle tutte, delle quali sono state tuttavia riferite quelle più significative che hanno o possono aver contribuito a lasciare un segno indelebile del suo passaggio.
Per quanto possa sembrare esagerata l'enfatizzazione dello splendido rapporto che ha legato l'imperatore alla Puglia, è tuttavia un dato di fatto inconfutabile che Federico, dopo averla scoperta, soprattutto a partire dal 1224, ne abbia fatto la sua dimora preferita, adottando questa terra per il suo principale intrattenimento, quello estivo ed autunnale, sia per ritemprarsi dalle fatiche dell'anno appena trascorso in lunghi estenuanti trasferimenti per i suoi vasti possedimenti imperiali, sia per concertare i programmi dell'anno successivo ma anche per trascorrere amene giornate fra le sue letture preferite, o a caccia fra le lussureggianti boscaglie della Capitanata.
Come sempre nella stesura delle sue storie, l'autore ha riccamente illustrato il testo perché ne fosse più interessante la lettura e inoltre l'ha corredata di numerose appendici e indici di riferimento.

 
 
 
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