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La Disfida di Barletta

La Disfida di Barletta

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Descrizione

Per una serie di circostanze non del tutto casuali nella seconda metà dell’Ottocento venne fuori a Barletta un’intera generazione di pittori dal talento eccezionale. Di quella schiera di artisti, Giuseppe De Nittis rappresentò il punto più alto e il nome più noto, ma la sua qualità eccelse più di quella degli altri contemporanei anche perché fece la coraggiosa scelta di trasferirsi nella capitale mondiale dell’arte del suo tempo, a Parigi, dove trovò le condizioni ideali per esprimere il meglio della sua pittura ed entrare di diritto nella storia dell’arte europea.
Nello stesso tempo anche un altro artista barlettano, lontano dai riflettori della vita mondana nella Ville Lumière, dava un contributo essenziale alla conoscenza della storia dell’arte classica: Geremia Discanno.
Da Pompei, nel periodo storico di maggior fervore degli scavi e nuove scoperte nell’antica città, le sue precise ed espressive riproduzioni a colori degli affreschi delle domus portarono in giro per l’Europa tutta la iconografia dell’immaginario greco-romano, man mano che si andava riscoprendo sulle antiche pareti ritornate alla luce.
Il suo prezioso lavoro, molto apprezzato dagli studiosi ma misconosciuto ai più, ci permette inoltre di conoscere oggi molti affreschi che il tempo e le intemperie hanno fatto sparire, conservandone la memoria per gli ulteriori studi a venire. Con le sue doti artistiche, che egli riuscì solo in parte ad esprimere “rubando” tempo alla sua missione principale, egli avrebbe potuto diventare ricco e famoso, ma scelse di restare a Pompei per ridare vita agli antichi splendori pittorici pompeiani.

 
 
 

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