Questo testo esplora la finitudine umana non come una condanna, ma come la chiave per riscoprire l’esistenza nella sua pienezza.
Attraverso una riflessione sui concetti di limite, dono, consegna e compimento, siamo invitati a trasformare la paura dell’ignoto in un lucido atto di accettazione, permettendo alla morte di operare come la nostra più grande maestra di umiltà e di amore.
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